Cloriti e Clorati nell Acqua Potabile: Disinfezione e Sottoprodotti
La disinfezione e indispensabile per rendere l acqua microbiologicamente sicura, ma ogni disinfettante chimico lascia una traccia: i cosiddetti sottoprodotti della disinfezione. Tra i piu rilevanti, quando si impiegano ipoclorito di sodio o biossido di cloro, ci sono i cloriti e i clorati. Questa guida spiega da dove arrivano, come vengono regolati dal D.Lgs. 18/2023, come trovare l equilibrio tra efficacia disinfettante e contenimento dei sottoprodotti e come effettuare le analisi.
Disinfezione e sottoprodotti: il compromesso necessario
La disinfezione dell acqua destinata al consumo umano serve a inattivare batteri, virus e protozoi e a mantenere un residuo protettivo lungo la rete di distribuzione, evitando ricontaminazioni. Senza un trattamento adeguato il rischio sanitario sarebbe inaccettabile. Tuttavia i disinfettanti ossidanti reagiscono con la materia organica naturale e con gli ioni presenti nell acqua grezza, generando una famiglia di composti chiamati sottoprodotti della disinfezione (Disinfection By-Products, DBP).
A seconda del disinfettante utilizzato si formano sottoprodotti diversi. Il cloro libero e l ipoclorito favoriscono trialometani e acidi aloacetici; il biossido di cloro produce soprattutto cloriti e clorati. La sfida del gestore idrico e duplice: garantire una disinfezione efficace e, allo stesso tempo, mantenere i sottoprodotti entro i valori di parametro fissati dalla normativa.
Principio chiave: non esiste disinfezione a zero sottoprodotti. L obiettivo non e azzerare cloriti e clorati, ma ottimizzare il processo in modo da assicurare la sicurezza microbiologica mantenendo i sottoprodotti il piu possibile bassi e comunque entro i limiti.
Da dove arrivano cloriti e clorati
Cloriti (ClO2-) e clorati (ClO3-) sono anioni inorganici che si formano lungo percorsi differenti, a seconda del reagente impiegato.
Dal biossido di cloro
Il biossido di cloro (ClO2) e un disinfettante molto efficace, apprezzato per il buon potere ossidante e la scarsa formazione di trialometani. Reagendo nell acqua si riduce principalmente a clorito; una parte puo evolvere a clorato, soprattutto in presenza di luce, temperatura elevata o sovradosaggio. In pratica, chi sceglie il biossido di cloro deve mettere in conto un controllo costante dei cloriti.
Dall ipoclorito di sodio
Le soluzioni di ipoclorito di sodio (la comune "candeggina" per uso potabile) sono soggette a invecchiamento: con il tempo, il calore e l esposizione alla luce, una frazione di ipoclorito si trasforma in clorato. Soluzioni vecchie, concentrate o stoccate male possono quindi introdurre clorati nell acqua trattata anche senza usare biossido di cloro. La gestione delle scorte e delle condizioni di stoccaggio diventa percio un punto critico.
A queste vie si aggiungono fattori legati alla qualita dell acqua grezza: contenuto di sostanza organica, temperatura, pH e tempo di contatto influenzano l entita della formazione dei sottoprodotti.
Confronto tra i principali disinfettanti
La tabella seguente riassume, in modo qualitativo, le caratteristiche dei disinfettanti piu usati e i sottoprodotti associati. Non sostituisce la valutazione tecnica del singolo impianto.
| Disinfettante | Sottoprodotti principali | Note operative |
|---|---|---|
| Cloro / ipoclorito di sodio | Trialometani, acidi aloacetici, clorati (da invecchiamento) | Economico e diffuso; attenzione a stoccaggio e freschezza delle soluzioni |
| Biossido di cloro | Cloriti e clorati | Meno trialometani, buon residuo; richiede controllo dei cloriti |
| Raggi UV | Sottoprodotti chimici trascurabili | Nessun residuo in rete; spesso abbinato a un disinfettante chimico |
Cosa prevede il D.Lgs. 18/2023
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184, definisce i requisiti di qualita per le acque destinate al consumo umano e include clorito e clorato tra i valori di parametro da monitorare quando si impiegano determinati disinfettanti. La logica della norma e proprio quella di tenere sotto controllo i sottoprodotti senza penalizzare la sicurezza microbiologica.
I valori numerici esatti, le frequenze di campionamento e le condizioni applicative dipendono dal tipo di impianto, dal disinfettante usato e dalle indicazioni dell autorita sanitaria. Per questo motivo i limiti specifici vanno sempre verificati sul testo vigente del decreto e con la ASL competente: il laboratorio accreditato fornisce i valori di confronto aggiornati a corredo del rapporto di prova.
Per un quadro generale del decreto, dei nuovi parametri (PFAS, microplastiche) e degli obblighi di monitoraggio, consulta la guida dedicata alle analisi acque secondo il D.Lgs. 18/2023.
Trovare l equilibrio: disinfezione efficace e sottoprodotti bassi
Gestire cloriti e clorati significa governare l intero processo di disinfezione. Le leve principali sono di tipo operativo e gestionale:
- Ottimizzare il dosaggio: usare la minima dose di disinfettante che garantisce sicurezza microbiologica e residuo adeguato, evitando il sovradosaggio che aumenta i sottoprodotti.
- Gestire le soluzioni di ipoclorito: acquistare quantita adeguate al consumo, ruotare le scorte, conservare al riparo da luce e calore per limitare la formazione di clorati.
- Controllare l acqua grezza: ridurre la sostanza organica con trattamenti a monte abbassa la richiesta di disinfettante e quindi i sottoprodotti.
- Monitorare regolarmente: programmare analisi periodiche di cloriti, clorati e residuo disinfettante per intercettare derive prima che diventino non conformita.
In molti casi un piano di sicurezza dell acqua ben strutturato permette di documentare le scelte e di dimostrare che il processo e mantenuto sotto controllo. La logica di prevenzione e analoga a quella che si applica al rischio Legionella negli impianti idrosanitari.
Come si analizzano cloriti e clorati
La determinazione di cloriti e clorati nell acqua si effettua in laboratorio mediante cromatografia ionica (IC) con rivelazione a conducibilita, una tecnica che separa e quantifica gli anioni inorganici come clorito, clorato e bromato anche a basse concentrazioni. L impiego di un laboratorio accreditato ISO/IEC 17025 garantisce metodi validati, controllo dell incertezza di misura e tracciabilita del dato.
Il campionamento e una fase delicata: clorito e clorato possono evolvere nel tempo, quindi i campioni vanno prelevati in contenitori idonei, eventualmente stabilizzati, conservati a circa 4 gradi e consegnati al laboratorio rispettando i tempi previsti. Per la procedura corretta puoi approfondire la guida su come campionare l acqua potabile.
Spesso cloriti e clorati vengono inseriti in un pacchetto analitico piu ampio insieme ad altri sottoprodotti e parametri chimici. Per orientarti nella scelta dei parametri puoi consultare anche la guida su quali parametri scegliere per l analisi dell acqua oppure visitare l hub delle nostre guide tecniche.
Domande Frequenti
Cosa sono i cloriti e i clorati presenti nell acqua potabile?
Sono sottoprodotti inorganici della disinfezione. Il clorito (ClO2-) si forma soprattutto dalla riduzione del biossido di cloro, mentre il clorato (ClO3-) deriva sia dalla degradazione del biossido di cloro sia dall invecchiamento delle soluzioni di ipoclorito di sodio. Entrambi vengono ricercati nei controlli sull acqua destinata al consumo umano.
Quali limiti prevede il D.Lgs. 18/2023 per cloriti e clorati?
Il D.Lgs. 18/2023 include clorito e clorato tra i valori di parametro per le acque destinate al consumo umano. I valori numerici specifici e le note applicative vanno verificati sul testo vigente del decreto e con la ASL competente, poiche dipendono anche dal disinfettante impiegato. Il laboratorio accreditato fornisce i valori di confronto aggiornati insieme al rapporto di prova.
Perche usare il biossido di cloro al posto del cloro o dell ipoclorito?
Il biossido di cloro garantisce un buon potere disinfettante e residuo nelle reti, genera meno trialometani rispetto al cloro libero ed e efficace contro biofilm e alcuni patogeni. Per contro produce cloriti e clorati, che devono essere tenuti sotto controllo bilanciando dose, tempo di contatto e qualita dell acqua grezza.
Come si analizzano cloriti e clorati in laboratorio?
La tecnica di riferimento e la cromatografia ionica (IC) con rivelazione a conducibilita, che separa e quantifica gli anioni inorganici come clorito, clorato e bromato. Il campione va prelevato in contenitori idonei, eventualmente stabilizzato e conservato a circa 4 gradi, perche clorito e clorato possono evolvere nel tempo.
Come si riducono cloriti e clorati senza compromettere la disinfezione?
Le strategie principali sono ottimizzare il dosaggio del disinfettante, ridurre il tempo di stoccaggio e rinnovare le soluzioni di ipoclorito, controllare temperatura e luce dei serbatoi, migliorare la qualita dell acqua in ingresso e monitorare con regolarita i sottoprodotti. L obiettivo e mantenere un residuo disinfettante efficace minimizzando i sottoprodotti.
Chi e responsabile della conformita dei valori di cloriti e clorati?
La valutazione di conformita ai valori di parametro e responsabilita del gestore idrico o dell operatore del settore alimentare (OSA). Il laboratorio accreditato ISO/IEC 17025 emette rapporti di prova con i risultati analitici e le incertezze, ma la decisione e la gestione delle eventuali azioni correttive restano in capo al gestore.
Disclaimer: il laboratorio emette rapporti di prova accreditati ISO/IEC 17025 con i risultati analitici. La valutazione di conformita ai valori di parametro e la gestione delle eventuali azioni correttive restano responsabilita del gestore idrico o dell operatore del settore alimentare (OSA).
Analizza cloriti e clorati con un laboratorio accreditato
Cromatografia ionica, metodi validati ISO/IEC 17025 e valori di confronto D.Lgs. 18/2023. Richiedi un preventivo su misura per il tuo impianto.